Ciao ragazze, come sapete con il giro di boa dei 50 anni ho deciso di approfondire il tema della longevità, per capire (tra l’altro) cosa accelera e cosa può rallentare l’invecchiamento.

La scienza ci dice che la predisposizione genetica ha un peso limitato, perché la parte del leone la fanno le alterazioni epigenetiche. Vi ricordate? Si tratta dei cambiamenti nell’espressione dei geni prodotte da fattori ambientali e comportamentali – il cosiddetto esposoma – che possono determinare la nostra predisposizione allo sviluppo di malattie croniche legate all’età e fare da traino a condizioni come l’infiammazione cronica di basso grado.

Cosa c’entra la salute dell’organismo con la pelle?

Il meccanismo di base è lo stesso, l’epigenetica gioca un ruolo cruciale anche nell’invecchiamento cutaneo. Infatti l’esposoma lascia un segno che può influenzare negativamente tutti i tessuti e gli organi, pelle compresa. Se l’avanzare dell’età porta naturalmente a cambiamenti nell’epigenetica e anche vero che possiamo mantenerci giovani più a lungo agendo sulle abitudini di vita e sull’ambiente in cui viviamo. Nel bene e nel male, la pelle rivela la nostra età biologica più che quella anagrafica.

Lo chiarisce bene Umberto Borellini nell’edizione aggiornata del suo Manuale di cosmetologia (Edra edizioni): “L’inquinamento ambientale, il fumo, alcuni farmaci, i metaboliti prodotti da diverse reazioni enzimatiche, le sostanze infiammatorie, i raggi Uv, le varie radiazioni (comprese quelle blu emesse da smartphone, tablet e computer) sono tutti fattori in grado di produrre radicali liberi, veri e propri stressor cellulari”. Questi fattori agiscono a due livelli, come “acceleranti” del naturale processo di ageing e come cause di un invecchiamento estrinseco, indipendente dall’età.

Il crono-invecchiamento

Detto anche invecchiamento intrinseco, inizia già intorno ai 25 anni (!!) e consiste principalmente nel danno replicativo, cioè rallenta il processo di rinnovamento cellulare della pelle e diminuisce la capacità di riparazione dei tessuti cutanei. Il crono-invecchiamento comprende anche quello causato da stili di vita scorretti, emozioni negative, stress e mancanza di sonno.

Cosa succede:

1_ il metabolismo e il ricambio delle cellule rallentano e diminuisce la produzione di collagene ed elastina, le fibre di sostegno della pelle

2_ la ridotta produzione di sebo riduce la qualità del film idrolipidico e la sua capacità di proteggere la cute dai fattori aggressivi esterni

3_diminuisce il tono muscolare (sì anche il viso ha i suoi muscoli ed è importante tenerli “allenati”!) e questo accentua la perdita di tono e il cedimento dell’ovale del viso

4_ con la menopausa la pelle, che è un organo ormone-dipendente, subisce la carenza degli estrogeni che prima contribuivano a mantenerla turgida

Il foto-invecchiamento

Alcuni fattori esterni e ambientali influenzano direttamente la cute provocandone l’invecchiamento precoce, specie nelle zone più esposte come viso, collo, décolleté e mani. Le cause principali sono i raggi Uv, l’inquinamento, i fattori climatici e le radiazioni da dispositivi elettronici, ma anche la forza di gravità e le posizioni che si assumono nel sonno. Spiega Borellini: “Questa funesta miscela di concause provoca infiammazione e produzione di radicali liberi, effetti vieppiù accentuati dal fatto che le capacità di difesa e rigenerazione naturale dell’organismo, e quindi della cute, sono rese meno efficaci”. Questo perché con la ripetuta esposizione al sole la pelle perde la capacità di autoripararsi e rimane atonica, rugosa e poco elastica. E per di più il danno si accumula.

Alla ricerca della skin longevity

Per favorire l’invecchiamento sano – dell’organismo come della pelle – serve un approccio olistico, che passa (tra le altre cose) attraverso l’alimentazione, il sonno e l’attività fisica. Perché, come sappiamo, tutto è connesso. Dal canto suo, la ricerca cosmetica lavora a soluzioni sempre più avanzate ed efficaci per prevenire e ridurre i danni cutanei. “Dal punto di vista cosmetologico è molto importante inserire ingredienti che siano anche in grado di agire a livello epigenetico”, scrive Borellini. “Le modificazioni epigenetiche sono potenzialmente reversibili, e questo rende alcune sostanze molto efficaci per contrastare i danni esposomici (…)  La cosmetica avanzata sfrutta sostanze funzionali in grado di potenziare e attivare meccanismi protetti e riparativi del Dna cellulare”. Qualche esempio? Ingredienti come il tocoferolo e l’astanxantina ( che si trova anche nell’integratore Collagen Activator Avea di cui vi avevo già parlato qualche mese fa) aiutano a proteggere i telomeri, cioè i cappucci protettivi posti all’estremità dei cromosomi che, se si accorciano troppo, fanno invecchiare la cellula. Mentre il resveratrolo, derivato principalmente dall’uva rossa, svolge un’azione riparativa.

Stupite di quanta scienza può esserci nella skincare di cui sentiamo tanto parlare?

A me tantissimo, e continuerò a esplorare per voi le novità più promettenti.