Oggi è il 15 marzo, la Giornata Mondiale contro i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA). È una data che per me vibra in modo diverso.
Se segui il mio blog fitisbeauty.com, conosci la mia passione per il benessere. Ma forse non sai che, prima di essere la donna di 50 anni, madre e imprenditrice piena di energia che vedi oggi, sono stata una ragazza prigioniera di un labirinto di specchi e bilance.

In Italia, oltre 3 milioni di persone combattono contro un DCA. La cosa più spaventosa? L’esordio è sempre più precoce (già dagli 8-10 anni) e i casi sono aumentati del 30% dopo la pandemia. Non è solo un “capriccio” o una questione di estetica: è un grido d’aiuto dell’anima che passa attraverso il corpo.

E siccome so che molte donne adulte soffrono di questo disturbo, ho voluto oggi scrivere questo articolo per raccontare la mia storia e per spiegare come ho ripreso in mano la mia vita e ho smesso di farmi la guerra dopo aver sofferto prima di anoressia e poi bulimia per molti anni. Tutto è iniziato a 18 anni ma per guarire completamente ci sono voluti molti anni. Sono stati anni di sofferenza ma anche di felicità poiché in alcuni momenti mi sembrava che tutto si potesse risolvere e questo mi dava speranza. Però non sono mancati i momenti di malinconia e scoraggiamento. Momenti bui da cui in alcuni giorni pensavo di non riuscire ad uscirne. Per fortuna mi sono sempre resa conto di ciò che stava accadendo e ho sempre chiesto aiuto e ho sempre studiato per capire come uscirne.

Infatti, la mia guarigione non è stata un miracolo, ma un approccio multidisciplinare che ha coinvolto ogni parte di me:

* La laurea in Filosofia: Mi ha insegnato a pensare. Studiare i classici mi ha restituito il senso critico per capire che il mio valore non risiede in una taglia o nel numero che la bilancia restituisce ma nella mia capacità di esistere e ragionare.

* La Scienza del Corpo: Ho studiato tanto per capire la biochimica del nostro organismo e questo ha tolto il potere alla paura. Imparare a equilibrare la glicemia è stato fondamentale per spegnere quella “fame nervosa” che mi teneva in trappola. Sapere quali cibi scegliere e come abbinarli senza contare le calorie ma unicamente pensando a nutrire davvero il mio corpo per me è stato un passo fondamentale.

* La Muscolazione: Lo sport è diventato il mio “farmaco” per la salute e la longevità ma anche un potente antidepressivo. Non è questione di estetica poiché il muscolo è un tessuto metabolicamente attivo ed è fondamentale per prevenire la sarcopenia (perdita di massa muscolare), l’osteoporosi e molte altre malattie come la sindrome metabolica, compresi alcuni tipi di tumori. Conoscere come funziona il corpo mi ha insegnato ad apprezzare la sua funzionalità, non solo la sua forma estetica.

* La Crescita Personale: Grazie alla psicologia e alla meditazione, sono scesa nelle profondità delle cause che mi avevano portato a soffrire di DCA, vero motore di tutto. L’ossessione per l’aspetto estetico, la fame nervosa o l’astenersi dal nutrirsi sono SOLO SINTOMI di qualcosa di davvero profondo che non può essere ignorato poiché è da qui che tutto ha origine e, lasciatemelo dire, spesso la fame nervosa è soltanto FAME D’AMORE le cui radici stanno nel passato. Poiché però il passato non si può cambiare, dobbiamo intervenire sul presente per un futuro migliore. Ed è in questo senso che ho utilizzato tutte le tecniche di cui ho scritto poco sopra. Bisogna trovare un equilibrio dentro di sé, trovare quali attività ci danno serenità e coltivarle.

E’ così che, grazie anche all’aiuto di professionisti esperti, si diventa forti e si supera tutto. Proprio come è accaduto a me.

Ma come fare a capire se ciò che stiamo provando in questo momento è solo un malessere passeggero o qualcosa di più?

Ecco un piccolo test:

Se ti senti persa, prova a chiederti:
* Il cibo o il peso occupano più del 70% dei tuoi pensieri giornalieri?
* Provi un senso di colpa profondo o angoscia dopo aver mangiato?
* Ti isoli socialmente per evitare situazioni legate al cibo?

Se hai risposto sì, non ignorare questi segnali. Il primo passo è parlarne con chi ne sa davvero, come il Dott. Leonardo Mendolicchio, psicologo e psicoterapeuta di riferimento in Italia per i DCA, che stimo profondamente per la sua capacità di guardare all’anima del disturbo.

La tua cassetta degli attrezzi (Libri consigliati)
Ecco i testi che sono stati la mia bussola:
* Il peso dell’amore di Leonardo Mendolicchio.
* La rivoluzione del glucosio di Jessie Inchauspé (per la stabilità metabolica).
* Lettere a Lucilio di Seneca e Profondo come il mare, leggero come il cielo di Gianluca Gotto (per la forza mentale).

Spero che queste poche righe ti siano state utili, ma lasciami scrivere ancora un messaggio per te:

Oggi, a 50 anni, ho raggiunto un equilibrio che non avrei mai sperato anche se devo “lavorare” ogni giorno per mantenerlo. E visto che sto bene, mi fa piacere aiutare le donne a fare lo stesso, perché la bellezza non è una taglia o un numero sulla bilancia, ma lo stato di grazia che si raggiunge quando mente e corpo smettono di farsi la guerra e iniziano a collaborare.

Ricordati che sei una donna meravigliosa, e quel senso di serenità e pace che oggi ti sembra impossibile, è esattamente ciò che ti aspetta dall’altra parte del coraggio.
Non sei sola. Mai.

Con affetto e forza,
Giulia

#Be happy

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